rispolvero musica vecchia dentro il lettore. cristina donà la camera migliore bersani gli amor fou, qualche fossati sparso. esco in anticipo di casa la mattina, almeno mezz’ora, per fare colazione. (e poi una volta ogni tanto vado lunga con la sveglia e arrivo alle 9.35.)
metto maglioni di mezza stagione perché l’intera mi ha rotto le palle. basta inverno, basta lana, basta colli alti e cappotti pesanti. a prescindere dal clima effettivo, non ce la posso fare. (poi ancora non ho finito la sciarpa coi ravanelli all’uncinetto tunisino. sarà il must della stagione 2010/2011.)
lavoro raccontando, spiegando ciò che faccio e perché lo faccio, con l’impressione di non essere mai abbastanza chiara e la sensazione di spiegare, a volte, anche a me stessa.
litigo col delfino. mi faccio male con la rana. nuoto con molto impegno ma non abbastanza agilità, e non sempre con gran soddisfazione. pedalo a blocchi da 40 minuti, davanti a puntate sparse di lie to me.
guardo film. hachiko piangendo come una fontana (voto: n.c., non mi esprimo sui film che mi fanno piangere a dirotto) e alice al primo giorno di programmazione con gli occhi a cuoricino (voto 7.5, sono rimasta un po’ perplessa della trasformazione della storia in saga cavalleresca, e mi aspettavo più nonsense, ma forse era una deviazione mia. e comunque molto bello).
leggo il manuale di pittura e calligrafia di saramago correndo sul finale per poter iniziare altai. wired con l’abbonamento regalato da m3rl1n0; l’unità, che compro un giorno sì e uno no, fino a pagina 6 perché oltre non faccio a tempo.
e sui miei fogli sono ricomparse le faccine. disegno mentre aspetto che i file vadano in stampa, mentre aspetto le approvazioni, in tutti i tempi morti che mi capitano a tiro. e succede da quando ho iniziato a trafficare con lane, cotoni e uncinetti. ridare dignità alle mie mani e al loro lavoro è stata, anche se in sordina e in modo quasi inconsapevole, una delle cose migliori del 2009 – forse la migliore.
poi faccio liste di cose da fare, cose da vedere, cose da mettere in valigia. e mi preparo a un fine settimana che voglio splendido e so già che lo sarà.
conto le ore.
sorrido.
[venti giorni di vita di una donna (non) famosa]
1 commento »
winter wrote @ marzo 7th, 2010 at 22:17
Bene, passato per un saluto.
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