dormo bene. di nuovo. dormo moltissimo. sette, otto ore a notte, pieno, riposante, ricco di sogni. erano anni che non succedeva, ed è una bellezza, ha qualcosa di magico. faccio sogni affollatissimi in cui si radunano tutti gli elementi letterali o simbolici e tutte le suggestioni della mia vita di tutti i giorni: lottatori di sumo, punti vodafone, stivali nuovi e viaggi in aereo, i colleghi, l’immancabile bagno senza porta. e anche te, che ti sogno ai margini del campo visivo, aspettando il momento in cui il fuoco si sposterà e tutto ciò che deve combaciare andrà a registro.
da sveglia invece il mio cervello produce liste a non finire, una produzione continua e automatica, un inventario emotivo che scorre senza interruzioni, di fondo a tutto il resto. ho una lista, ad esempio, di cose-che-ti-vorrei-dire-di-me che va dal colore delle mie ciabatte ai miei voti all’università, da quanto zucchero metto nel caffè a quali volti popolano il buio delle zone d’ombra nella mia anima; e vi corrisponde, perfettamente speculare, la lista delle cose-che-vorrei-sapere-di-te, e sono tutte cose che finisco per non chiederti e non dirti un po’ perché non c’è mai il tempo, un po’ perché è una lista incoerente, e un po’, un po’ molto, perché molte sono cose che penso che magari sarà bello scoprire, e mostrarti, di persona.
ho una lista nutritissima di paure che tengo a bada, che provo col cuore e controllo col cervello mentre stanno lì acquattate e legate e con la museruola: paura di sbagliare, di soffrire, di non bastare; paura di rifare sempre gli stessi errori, di non saper più chiedere e dare e comunicare, paura di essere, dopo tanto tempo passato dietro una corazza, troppo dura e spigolosa e troppo distante; o di cedere troppo, all’improvviso, e senza controllo; paura delle distanze, paura che all’improvviso tutto svanisca nel nulla, paura di finir bloccata per troppa paura.
e poi però ho anche una lista lunghissima, più lunga ancora, di cose-per-cui-ringraziarti. di sorrisi che mi hai regalato e che continui a regalarmi, di momenti di conforto, dimostrazioni d’affetto, di parole belle che accendono lucine tutt’intorno alla me stessa interiore, una lista di piccoli doni che forse non sai neanche di farmi.
ed è questa lista che neutralizza quella delle paure. è questa, che mi fa pensare che comunque vada, qualunque cosa dovesse succedere, beh, ad oggi posso già dire che sarà valsa la pena di giocare. di provare a diventare, da una probabilità, un imprevisto.
[inventario]
3 commenti »
flarin wrote @ febbraio 1st, 2010 at 00:00
…forza
SuZY wrote @ febbraio 3rd, 2010 at 21:19
ci sono persone che, come i bambini, non si fermano davanti ad uno spigolo.
suzy
lapitzi wrote @ febbraio 7th, 2010 at 14:40
@SuZY, beh grazie, magari è di buon auspicio chiamarlo spigolo… •_•
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