Archive for marzo, 2010
marzo 26, 2010 at 15:58 · Filed under Senza categoria
spuntano da un giorno all’altro piccoli fiori rosa sui rami degli alberi, e altrettanto improvvisamente deboli folate di vento delicato ne strappano i petali soffiandomeli addosso.
spunta una luce dorata alle ore più calde delle giornate, l’odore dell’erba, il tepore del sole. l’aria che si fa gentile, le finestre che si schiudono, i panni che si alleggeriscono e si colorano. arriva una primavera che mi trova tesa, e molto poco prolissa, almeno allo scritto. sono raffreddata, sono stanca, ho le braccia costellate di sfoghi che il medico sostiene essere d’origine nervosa. ho le gambe pesanti, non vado in piscina da tre settimane, mi girano in testa pensieri scomodi e preoccupazioni, e numeri e logistiche e tempi da incastrare. la mia vita si ribalta ancora una volta, ed era ora perché ero ferma da troppo tempo, ma questi processi non sono indolori quasi mai. e se è vero che ogni gioia nasce da un dolore, certe delusioni hanno un sapore davvero troppo amaro.
cerco casa di nuovo, provo ad andarmene, a cambiare zona, cambiare modi, cambiare aria. provo ad andare a vivere da sola, e ci sarà da tirare la cinghia ma è una cosa che va fatta, una rinascita che va affrontata.
e mentre certe cose intorno a me traballano, ringrazio il cielo per la mia manciata di punti fermi, e per uno in particolare. quello che rende tutto accettabile, tutto sopportabile, tutto fattibile. quello grazie al quale il mondo è immensamente meno buio di quanto potrebbe. e che mi rende, nonostante ogni altra cosa, coraggiosa, fortissima e felice.
marzo 11, 2010 at 08:59 · Filed under Senza categoria
dopo due giorni chiusa in casa con la febbre, a uscir per la strada mi aggredisce tutto. sono sopraffatta dai rumori, dagli odori, dagli spazi. le distanze tra un punto ed un altro che sembrano incolmabili. la mia città diventa una distesa di mare sconfinata con, di tanto in tanto, qualche boa a cui aggrapparsi in attesa di riprendere fiato.
in questi due giorni la tv è rimasta spenta, internet acceso; ho fatto un pezzetto di sciarpa, coccolato il gatto, litigato col gatto; mangiato taralli e bonbon al cioccolato, bevuto spremuta d’arancia; finito saramago e iniziato altai. e ricevuto messaggi che sono uno splendore. dolci, delicati, come campanellini nella notte.
ricomincio da una giornata fredda, ma di sole accecante. affanno, ma ci sono.
marzo 8, 2010 at 09:19 · Filed under Senza categoria
i colori. quello che mi ricorderò, un giorno, ripensandoci, saranno i colori. il giallo limone e il rosso carico, e i quadrati azzurri e verdi sopra il nostro letto. e l’ocra dei muri dei palazzi (con le bugne dipinte, onta e sacrilegio), e l’azzurro del mare, quel mare che si vede da ogni posto, che brilla al sole, che abbraccia placidamente ogni sguardo. e il grigio, naturalmente, ah, che bel grigio, sì.
poi ricorderò i rumori. le voci e i clacson e la musica napoletana dappertutto, e la vita che ferve e sobbolle in ogni angolo.
e poi.
le terrazze del maschio angioino, il doppio autoscatto che siamo proprio belli, gioacchino toma, il vento a castel sant’elmo e il tramonto, e fotografare i bulloni, e il cristo velato e il caffè intra moenia, le luci della sera a san biagio dei librai e il freddo, e camminare stretti stretti. il caffè del professore, la sfogliatella sparsa su tutto il cappotto, i pettini dell’architetto. il sole.
e immaginarmi via toledo più grande e invece trovarla un po’ vicolo, e anche spaccanapoli, più grande e meno vicolo; e la mia felicità, invece – la nostra – trovarla più grande e perfetta di qualunque attesa, sorprenderla a invadere tutto nei momenti più inaspettati – al centro di cinquanta secondi di filmato sotto la cupola di vetro di una galleria, col volto schiacciato nell’incavo di una spalla nel tragitto di una funicolare (milleduecento e rotti metri di percorso, centosessantotto metri di dislivello, quindici per cento di pendenza massima), nella penombra di una cisterna di tufo (dobbiamo sembrare proprio due in luna di miele). stretti in un centinaio di abbracci caldi e forti, immersi nel suono argentino di molte risate.
siamo solo una blogger e un pescatore di asterischi, e siamo un sogno bellissimo. che mi manca già di nuovo.
marzo 4, 2010 at 09:29 · Filed under Senza categoria
rispolvero musica vecchia dentro il lettore. cristina donà la camera migliore bersani gli amor fou, qualche fossati sparso. esco in anticipo di casa la mattina, almeno mezz’ora, per fare colazione. (e poi una volta ogni tanto vado lunga con la sveglia e arrivo alle 9.35.)
metto maglioni di mezza stagione perché l’intera mi ha rotto le palle. basta inverno, basta lana, basta colli alti e cappotti pesanti. a prescindere dal clima effettivo, non ce la posso fare. (poi ancora non ho finito la sciarpa coi ravanelli all’uncinetto tunisino. sarà il must della stagione 2010/2011.)
lavoro raccontando, spiegando ciò che faccio e perché lo faccio, con l’impressione di non essere mai abbastanza chiara e la sensazione di spiegare, a volte, anche a me stessa.
litigo col delfino. mi faccio male con la rana. nuoto con molto impegno ma non abbastanza agilità, e non sempre con gran soddisfazione. pedalo a blocchi da 40 minuti, davanti a puntate sparse di lie to me.
guardo film. hachiko piangendo come una fontana (voto: n.c., non mi esprimo sui film che mi fanno piangere a dirotto) e alice al primo giorno di programmazione con gli occhi a cuoricino (voto 7.5, sono rimasta un po’ perplessa della trasformazione della storia in saga cavalleresca, e mi aspettavo più nonsense, ma forse era una deviazione mia. e comunque molto bello).
leggo il manuale di pittura e calligrafia di saramago correndo sul finale per poter iniziare altai. wired con l’abbonamento regalato da m3rl1n0; l’unità, che compro un giorno sì e uno no, fino a pagina 6 perché oltre non faccio a tempo.
e sui miei fogli sono ricomparse le faccine. disegno mentre aspetto che i file vadano in stampa, mentre aspetto le approvazioni, in tutti i tempi morti che mi capitano a tiro. e succede da quando ho iniziato a trafficare con lane, cotoni e uncinetti. ridare dignità alle mie mani e al loro lavoro è stata, anche se in sordina e in modo quasi inconsapevole, una delle cose migliori del 2009 – forse la migliore.
poi faccio liste di cose da fare, cose da vedere, cose da mettere in valigia. e mi preparo a un fine settimana che voglio splendido e so già che lo sarà.
conto le ore.
sorrido.
marzo 1, 2010 at 09:01 · Filed under Senza categoria
e all’improvviso, senza sapere quando è successo né come né dov’ero io quando è successo, è marzo. rispuntano dagli armadi il giacchetto leggero da piccolo ammiraglio, le scarpe grigie di mezza stagione, rispunta il sole fuori dalle finestre in certe giornate che sarebbe da mollare tutto all’una e andare a leggere al parco fino a sera.
e tutto intorno a me i contorni del mondo brillano, scintillano lucidi come cosparsi di qualcuna delle polverine brillanti di lush, e questa volta no, non è la primavera. è qualcos’altro, qualcosa a cui non mi abituo e di cui continuo ad essere incredula. ché a tanta bellezza, tanta dolcezza non sono abituata, ma siete sicuri che sia tutto per me? che sia per me quella voce al telefono che si emoziona a sentire la mia, che siano per me i programmi, i sogni, le coccole, la voglia di quotidianità senza se e senza ma? no, perché guardate, io ero proprio quella dei se e dei ma, quella troppo impegnativa per, quella dei giri contorti per non ottenere mai niente – e allora ecco, se è uno sbaglio ditelo prima. prima che ci faccia la bocca (che poi ce l’ho già fatta), prima che mi abitui sul serio, prima che sia troppo tardi.
è tutto troppo bello, perfetto, naturale. ho per me il mio pescatore di asterischi, e non voglio lasciarlo andare via. mai più.