Archive for novembre, 2006
novembre 30, 2006 at 00:17 · Filed under Senza categoria
non sono in grado. di parlare, di descrivere, di tirar fuori. non adesso. non sono in grado neanche di non avere i brividi alla base della schiena e le formiche allo stomaco. né di smettere di rigirarmi fra le mani, fra le pieghe del cervello e dell’anima, sempre le stesse parole. e quel sapore dolce rimasto in fondo alla gola, e il profumo dell’affetto che diffonde per l’aria qua tutt’intorno.
[
bisogna restare in ascolto
sempre
un cuore attento
un palcoscenico
anche se la platea è vuota
qualcuno potrebbe entrare
ed applaudire
anche solo alla passione se non all'arte.
]
novembre 29, 2006 at 17:37 · Filed under Senza categoria
mi sono incartata qui. che lo so che è vecchio di un anno, quest’album, ma non riesco a smettere di ascoltarlo. e come al solito mi piacciono i rumori di fondo. come al solito mi nascondo dietro la voce e rincorro gli strumenti, che vanno oltre le parole, sono l’universo del non detto, sono quelli che parlano sul serio. il fischio ricorrente lungo tutta la traccia; il plock-plock fra un ritornello e l’altro. quando fa :: co-me quàn-do rèsti co-ónmé [plock, plock plock] ::
[
M* scrive:grazie a Dio sono ancora un cavallo brado
M* scrive:
e molto di quello che faccio, è preda del cuore
M* scrive:
e io lo adoro e lo curo il mio cuore
lapitzi [:: la quiete è il mio contrario ::] scrive:
il che è la parte migliore di te
M* scrive:
più della mia carriera
M* scrive:
prima di ogni altra cosa
M* scrive:
perché tutto si dica poi
M* scrive:
ma non che io non abbia amato
M* scrive:
e mai abbastanza
M* scrive:
te inclusa
M* scrive:
e dimentica quanto ti ho appena scritto
lapitzi [:: la quiete è il mio contrario ::] scrive:
°_°
M* scrive:
ho solo un cuore selvaggio
M* scrive:
ma non provate a domarmi
M* scrive:
e per questo vi chiedo perdono…
M* scrive:
ti chiedo perdono
]
novembre 27, 2006 at 23:56 · Filed under Senza categoria
ho stirato i capelli e sono usciti come quelli di lillian browne – ma sono un pò più lunghi, e senza frangetta. ho il broncetto e lo sguardo vacuo di chi ha molto sonno. e mi si è piantato in testa il buon samueldeisubsonica che canta una frase che fa :: ma voglio che tu _ tu piano piano faccia strage di me _ in un incerto compromesso _ fra la mia anima ed il suo riflesso ::
e digrigno i denti e non trovo quiete.
novembre 27, 2006 at 21:23 · Filed under Senza categoria
dicevamo.
soffro di sindrome da crociera costa. che più mi diverto e sto bene nel tempo libero, più quando torno alla vita di tutti i giorni mi sembra tutto insulso e irritante. che mò lascia stare che oggi avevo sonno e postumi di troppo cibo e troppo bere, non è quello. è che la mia vita oltre che affollata di assenze è invasa di fastidio, e costretta dalle circostanze ai soliti pensieri ostili e scocciati.
e diciamo così: io dallo scherzetto dei primi di settembre non mi sono più ripresa. la cosa non è andata né su né giù, e brucia in gola come un qualsiasi tradimento. quand’è così, all’improvviso smetti di divertirti, nonostante la passione per quello che fai. e cominci a vedere il marcio e lo storto da tutte le parti, tutti ti stanno sulle palle e non sopporti più niente e nessuno, e tutto diventa estremamente pesante. e no, è vero: così non ti passa più.
a me piacerebbe avere il potere di riportare indietro l’orologio. indietro di circa cinque mesi, già basterebbe.
novembre 26, 2006 at 23:05 · Filed under Senza categoria
issue #1. il cassero è un mondo migliore (a parte i bagni). un mondo dove i baristi non sono scocciati, dove se paghi due euro di guardaroba con un pezzo da cinquanta dicendo "scusa, proprio non ho spicci" e aspettandoti il finimondo il ragazzo ti risponde sorridendo "ma sì, non c’è problema". al cassero non è necessario essere fighi. meglio, non è necessario essere conformi. si è semplicemente come si è, ognuno ha il suo spazio, e basta. è semplice. e io era troppo tempo che non frequentavo posti così. infognata in beghe assurde e in ambienti in cui mi tocca sbattere la testa su questioni come la parità dei sessi, vecchie come il mondo e che io do ingenuamente per assodate, mi ero dimenticata il sapore dolce della libertà quella vera. è bello ritrovarlo, ogni tanto.
issue #2, per stare in tema. le mondine non cantano proprio meravigliosamente bene, e il loro genere è, diciamo, anche un pò demodé; cionondimeno, a me a sentirle un filo di pelle d’oca è venuto. perché loro hanno visto la fame e la miseria, lo sfruttamento e la fatica e la guerra; eppure arrivano a ottant’anni che hanno ancora voglia di scendere in piazza e di urlare che *non ci dovete toccare*. e noi generazione comoda tutta quest’energia non la sappiamo tirare fuori, e finiamo per cedere all’ombra viscida della mentalità. ci sarebbe da meditare, volendo.
issue #3. è stato il raduno più affollato della storia. trenta persone, accidenti. e neanche una defezione dell’ultimo minuto. in mezzo a tanta gente è difficile poi ricordarsi tutti e interagire con tutti, però io i miei appunti mentali li ho presi, ed è stato divertente e interessante, una boccata d’aria nuova. quelli che invece già conoscevo, è stato particolarmente bello averli tutti intorno allo stesso tavolo contemporaneamente. come un circolo di familiarità e di calore, di quelli che ti fanno stare bene, che ti fanno stare serena. già sapete: ho un tivogliobene speciale e dedicato per ognuno di voi.
novembre 25, 2006 at 12:11 · Filed under Senza categoria
farsi guardare è fin troppo semplice. scopri un po’ più di pelle, cammini a testa alta e spalle dritte, ancheggiando lievemente al ritmo del cointreau. mandi in giro lo sguardo a cogliere modi, gesti, movimenti; attraversi il locale senza ballare, che tu con l’house e la dance non è che ci fai poi molto, e mentre passi una miriade di mani ti scivolano molli sui reni e sulle braccia. come una ragnatela lunghissima, che è inutile tentare di scrollarsi di dosso. prima o poi qualcuno si avvicina, ti ferma con qualche frase idiota, ci vogliono tre secondi a valutare; fin troppo semplice decidere di non scoccare la freccia avvelenata girando le spalle per andare via, fin troppo facile fingere di essere sciocca, sorridente e leggera come loro, quando è il caso. se sei dell’umore giusto (o meglio, adatto, perché giusto in assoluto poi non saprei) riesci anche ad ignorare il fatto che non sappiano mettere insieme più di cinque parole per volta, e che i contenuti dei discorsi che ti fanno siano – chissà se a causa delle circostanze o se sarebbe così in ogni caso – poveri e inconsistenti. e se riesci a superare indenne questo muro, in una ventina di minuti hai un pezzo di carne da divorare. è facile. copione visto decine di volte.
io, stanotte, sono andata via. senza neanche il gusto della freccia avvelenata. ho sorriso, ho fatto un gesto con la mano e ho abbandonato il campo. un pensiero fisso mi batteva nella testa, insistente, spietato. io le briciole non le voglio più. voglio qualcosa che mi invada il cervello, che mi scuota da dentro, che mi lasci stremata.
io, stanotte, ho scelto cosa *non* essere.
novembre 24, 2006 at 21:15 · Filed under Senza categoria
io viaggio per guarire. sempre. ogni viaggio un fardello da scaricare a qualche angolo di una strada lontana da casa mia, da dove magari si farà dimenticare, dove magari qualcuno lo raccoglierà e se ne occuperà al posto mio. questa volta devo curarmi dall’immobilità e dal peso. dai circoli viziosi in cui ogni tanto mi avvito, finendo per sprofondare sempre un pò più in basso ad ogni giro. devo guarire dal fastidio, dall’insofferenza. ritrovare il modo di sorridere serena, salutare da lontano, sentire la parte scomoda della realtà scivolarmi addosso e la parte buona attraversarmi e lasciarmi felice e senza fiato. devo riprendermi da un punto di ripristino che devo aver salvato, a un certo momento; e sono certa che troverò il modo, e che si tratta solo di volerlo.
e il mio treno fila, scia di luce gialla nella notte, fila e attraversa mezza italia su un ritmo in quattro quarti, fila portando con sé centinaia di vite, miliardi di pensieri, la metafisica di ognuno. penso alla libertà, al coraggio di essere, fino in fondo; ai punti oscuri a filo dei precipizi. e mi sa che hai ragione: bisogna sporgersi, o tutta la vita diventa una menzogna.
novembre 23, 2006 at 00:25 · Filed under Senza categoria
vicino all’attaccatura, sulle tempie e dietro il collo, i miei capelli sono come quand’ero piccola. morbidi e ondulati irregolarmente, sani e senza asperità. sono diventati così da quando non gli faccio niente, da quando ho smesso di cercare costantemente di appiattirli e forzarli con spazzole, phon e piastre roventi. è come se mi ricompensassero per la libertà che lascio loro.
ci ho fatto caso ieri asciugandoli, e pensavo che forse dovrei riuscire ad applicare lo stesso trattamento anche all’anima. lasciarla semplicemente libera di fluire come deve – mettermi al computer e scrivere quello che mi passa per la testa, prendere in mano la matita e disegnare. seguire i sentieri del subconscio, senza cercare un metodo progettuale che adesso latita e che così non dà frutti. in questo momento in cui le energie non si incanalano se non in maniera rabbiosa, forse davvero il modo più veloce per andare da un punto a un altro sarebbe diffondere.
e così magari eviterei di farmi rodere il culo e aggredire per questioni di principio che mi fanno solo sprecare fatica, e forse – forse – diventerei bella.
novembre 22, 2006 at 08:51 · Filed under Senza categoria
sono un numero qualunque in mezzo a una valanga di altri numeri. sono una conchiglietta stupida in balia della risacca, e chissà se riuscirò mai a stare ferma all’asciutto, salva da questo continuo avanti e indietro, da questi incessanti alti e bassi. riconoscere nei discorsi di qualcun altro tutte le parole chiave della mia esistenza ne è l’avvilente conferma. e ormai ho dimenticato anche come avere paura.
novembre 20, 2006 at 23:12 · Filed under Senza categoria
patate crik crok, patate al forno, crocchette agli spinaci, olive ascolane. succo alla pera, ketchup piccante. nuovo mars delight. fame isterica, di cibo di dolci di aria e di musica e di novità, e di una marea d’altre cose che ora non sto ad elencare ma riassumo con la frase "io mi annoio", che mi gira in testa da stamattina senza che io capisca cosa dovrei fare per rimediare – né se il termine annoiarsi sia poi quello corretto per definire quello che provo.
qualcuno dice che sembro lontanamente serena.
[:: quando vado in para appaio _ la quiete è il mio contrario _ mi nutro di fastidio ::]
Next entries »