Archive for giugno, 2006
giugno 30, 2006 at 00:58 · Filed under Senza categoria
le mie parole hanno un riverbero di fondo che non mi lascia sentir nulla. che non permette che distingua, fra le valanghe di sensazioni che mi si affollano in mente, quali devo raccontare e in che forma. ho nausea. sensazione di vuoto, di galleggiamento. mi andrebbero le coccole, stasera. mi andrebbe di percorrere chilometri e trovarmi in un altro posto dove vedere un’altra luce, staccare un pò la spina, che ne so, far finta di essere qualcun altro – per un pò, mica niente di grave. mi andrebbe di buttarmi in acqua, di avere un vestito leggero (*senza* triangoli di merda sul taglio del seno, fanculo alle mode), di tirar tardi da qualche parte dove soffi un pò di vento. avrei voglia di parlare. altrettanta di disegnare. più ancora, di stare in silenzio. ad occhi chiusi. ad ascoltare – una cosa qualsiasi, una voce qualsiasi, un qualsiasi movimento. avrei voglia di dormire e fare un sogno che meriti di essere sognato [ _ ma helena riconosceva il solito sogno scemo, che tornava di continuo, quel noioso, e altri sogni buffi o tristi, vecchie conoscenze delle sue notti, del suo lungo volare... _ ]. voglia di profumi a stamparsi nelle narici e lacrime a velare gli occhi. che siano di pianto o di riso, non importa. mi annoio.
e credo di aver bisogno di aloe e di semi di finocchio e di tè e d’altre cose sane tipo queste, e credo di aver bisogno di mettere ordine nella mia vita e nella mia anima. passare con un rastrellino e fare tanti solchi ordinati e perfettamente paralleli. (magari dopo seminare).
magari poi domani ci penserò e mi sembrerà tutto il contrario. si sa, che sono perfettamente doppia e contrastante.
pas important…
[ :: cosa ho detto adesso? non ho detto un cazzo, pirla... :: ]
giugno 27, 2006 at 00:20 · Filed under Senza categoria
pitzi non c’è. è scesa dall’autobus esattamente nel momento in cui il fastidio per i caroselli di festeggiamento stava prendendo il sopravvento e piegando in giù gli angoli della bocca. insieme alla collega bionda mentre il 170 deviava ha detto dai, andiamo a vedere cosa succede in centro. e la collega bionda si è cambiata le scarpe per strada, sostituendo i sandali coi tacchi con le tennis da stadio, e pitzi vorrebbe un poster in camera, di questa donna meravigliosa.
pitzi non c’è. è in ghetto, con un sorriso da un orecchio all’altro, che passa in mezzo ai vecchietti seduti in cerchio sulla piazzetta, che si sorprende di come a volte le colonne romane spuntino fuori dal nulla, che si domanda senza aver risposta cosa si mangi nelle rosticcerie kosher – dobbiamo provare, dicono.
pitzi ha incontrato il matto, da feltrinelli. e il matto dice che tutto è possibile. tutto è una bella promessa, e non è illusoria. comprende in potenza qualunque cosa, ogni sfumatura dal niente al terribile al meraviglioso. e pensare che cercavano cucina istantanea per donne che hanno altro da fare. trovare una promessa al posto di una serie di consigli minuziosi non è cosa da poco.
pitzi è davanti a poggi, ai piedi del pantheon, infilata per le stradine che calpestava quando studiava. a un tavolino della palma a fare chiacchiera pettegola con la collega bionda al cospetto di un gelato fra i migliori di roma. davanti al banco di giolitti a prendere un caffè, immersa nella luce dei lampioni mentre guarda in alto verso il cielo.
e si ricorda che porca puttana, è al centro del mondo. e che questa cosa è meravigliosa, e sprecarla tornando a casa e caricando lavatrici e morendo di caldo davanti alla tv che fa acqua è una vera bestemmia. in fondo non c’è nessuno che aspetta, niente di improrogabile da fare, nessun motivo per privarsi della brezza fresca sulle spalle e dello spettacolo di una città invasa dalla sua gente.
e pensa che questo è quanto ha sempre voluto. tutto quello che ha lottato per tenere, tutto ciò a cui si è aggrappata con le unghie e con i denti, negli anni in cui questo mondo era precario e avrebbe potuto sparire da un momento all’altro. adesso, è tutto suo di diritto. adesso non sparisce più niente. ogni santo mese, ad ogni busta paga, ad ogni sforzo fatto e riconosciuto e ripagato. e stringere fra le mani questa meraviglia vale tutte le difficoltà.
pitzi – dovunque sia – stasera si sente enorme.
giugno 26, 2006 at 09:49 · Filed under Senza categoria
il dai-go, integratore di magnesio e potassio in bustine, sa d’aranciata. soltanto, salata. e non è per niente un buon modo per iniziare una giornata (ne farei volentieri a meno, ad esempio, se non avessi ‘sto tendine di merda che scatta dolorosamente a ogni tre passi). non è un buon modo per iniziare una giornata neanche veder entrare, mentre sei placidamente appoggiata al bancone del tuo bar preferito a sorseggiare il tuo cappuccino, un orrendo ombelico circondato di ciccia biscottata abbigliata in maniera molto opinabile. e se è per quello neanche scoprire che il saldo del tuo conto è di € 1,55 (ne avevo un vago sentore, ma tante volte i vaghi sentori sono mooolto più rassicuranti delle certezze). non è un buon modo di iniziare una giornata trovare davanti al cancello dell’ufficio l’ex collega stronza che arriva baldanzosa in sella al suo motorino argentomoda portando con sé il cd con gli esecutivi più rognosi del pianeta; non lo è il server che cicca i collegamenti e ti dà errore, per quanto questo ci tenga lontani dagli esecutivi rognosi – ma solo provvisoriamente.
risollevano la situazione i colleghi che dibattono sui mondiali e cercano di ricordarsi i risultati delle partite a memoria.
colazione.
giugno 26, 2006 at 00:53 · Filed under Senza categoria
si muore di caldo e s’è mangiato troppo, da queste parti (bisognava festeggiare il neo-dottore, sì, ma ecco, la cena me la sarei volentieri risparmiata. domani: recuperare). e ci sono un paio di gambe coi soliti crampi, e un senso di fastidio per la bruttezza inaudita di un film appena finito (dark water, per chi fosse curioso. versione giapponese su mtv. due palle che non si può dire). ho fatto un pò d’ordine in camera ma non tutto il necessario. il minimo indispensabile, diciamo, e niente pulizie, ancora. e cerco di costringermi ad andare a dormire ma con scarsi risultati. (sei nervosa? sì. no. non lo so, in verità, non che io sappia. eppure ne ho tutti i sintomi. i dottori direbbero "signora, lei sta benissimo, ha solo bisogno di fare una vita un pò più regolare". già, già, forse è così.) e ancora una volta sono entrata in libreria e ho lasciato che una forza oscura mi trascinasse verso le casse con in mano due libri. 1984 e totò peppino e la guerra psichica – da luther blissett non si prescinde. promemoria: finire in fretta giap. vorrei due cervelli per leggere tutto nello stesso tempo.
ah, e – la sindrome dell’estate sembra proprio essere quella di vedere luli da tutte le parti. sarà che era estate anche allora, sarò io che soffro il caldo, ma gli assomigliano davvero in troppi. davvero in troppi.
ecco, andrò a dormire.
(uh: e comunque, fra giorno e notte è molto meglio giorno. almeno, ascoltato di giorno. poi, chissà.)
giugno 25, 2006 at 12:17 · Filed under Senza categoria
c’era bisogno di dirlo?
[click] [e ri-click]
giugno 24, 2006 at 18:53 · Filed under Senza categoria
non è affrontabile. roma sui mezzi di superficie coi suoi tipo 34 (?, non c’è un tabellone funzionante che dia la temperatura precisa!) gradi. non è affrontabile un giro a vuoto di quasi sei ore col sonno che mi si mangia viva, addormentandomi su ognuno dei seimila autobus presi nel mio vagare. qualcosa di molto vicino alla trance medianica.
collasso a letto.
silenzio.
giugno 22, 2006 at 23:57 · Filed under Senza categoria
e comunque, oltre che cogliona diventerò anche indegna. beh, benissimo.
certo che con l’arietta di tolleranza che gira mi sembra proprio il caso di dare i superpoteri al premier…
giugno 22, 2006 at 22:50 · Filed under Senza categoria
mi piace salire in metro quando non è troppo piena e tenermi in equilibrio senza reggermi da nessuna parte. mi piace salire le scale dell’uscita in senso contrario. mi piacciono i miei polsi, e l’osso che sporge tondeggiante dal lato esterno dove iniziano le mani. mi piace quando ho un pomeriggio libero capitato all’improvviso, mi piacciono gli autobus alle 3 e la mia città distesa pigra sotto il sole che picchia pesante; sedermi su un gradone a guardar scorrere il tempo e la gente. mi piace questa stagione, star fuori casa finché ho il minimo pretesto per farlo, il caldo feroce la mattina e le sere senza felpa sulle spalle. mi piace pranzare col gelato (non mi piace cenare con le cipster). mi piace almodovar, e il suo variegato universo femminile molto mediterraneo. mi piace il biglietto del cinema a quattro euro, utile a placare il senso di colpa per il duplice shopping di un attimo prima. e mi piacciono le parole, e mi piace la musica. cullarmici e rimuginare e assaporare a lungo.
mi piace crogiolarmi. nei dolori, ma anche nei piaceri.
giugno 22, 2006 at 12:28 · Filed under Senza categoria
:: mi senti _ mi senti ma non mi vedi e non mi vedi perchè sto già troppo lontano _ iaaawh _ guarda la mia mano che ti fa _ ciao ciao _ ci vediamo tra qualche anno in un altro posto ::
brusca. è così che devo essere, tanto. chiudo tutto, saluto e non mi hai più. niente mi dispiace, niente rimpianti, niente ti voglio bene o mi mancherai. mi sa che non ci vediamo più, cà. i perché sono tutti scritti chiari uno dopo l’altro, 360 caratteri e non uno di più. niente punteggiatura a edulcorare il tutto, niente parole gentili o smussature di altro tipo. non è di questo che ho bisogno. e onestamente se tu ne hai bisogno io non so perché. non capisco. non ci arrivo. e sono stanca, non è più divertente, non lo è da mesi. è solo sonno perso e rodimento di culo e sentirmi stupida e piccola.
a me, di te, non me ne frega un cazzo. non so se sei felice, se ti manca qualcosa, che cosa provi, e perché hai deciso che io non ero abbastanza. ma non lo voglio più sapere, ormai, dopo mesi che me lo chiedo e che lo chiedo a te e non ho in cambio neanche mezza risposta. tu tieniti la ragazza dei fazzoletti, state bene così. tanto la realtà è che se anche dovessi mettermi in competizione – cosa che non farò mai perché non è da me, perché le gare non le ho mai amate – in fondo in fondo non vorrei vincere. quindi, buona così – guardami – ciao ciao, e stavolta a mai più.
:: quindi _ pronti partenza via levati dalla mia strada _ dato che l’ipocrisia è come il crimine non paga ::
giugno 20, 2006 at 10:31 · Filed under Senza categoria
lapitzi dice: (10:26:23)
sto proprio male fisicamente

lapitzi dice: (10:26:35)
ho le gambe di compensato, stamattina

f* dice: (10:27:29)
belle

f* dice: (10:27:33)
come pinocchio

lapitzi dice: (10:27:54)
pinocchio almeno ce le aveva di legno

lapitzi dice: (10:27:58)
abete, credo

f* dice: (10:28:03)
e vabbè

lapitzi dice: (10:28:06)
è già qualcosa… 

f* dice: (10:28:16)
a te ti abbiamo preso da brico center!

lapitzi dice: (10:28:45)
ero un’occasione risparmio

lapitzi dice: (10:28:59)
quand’è così non è che si può pretendere chissà che…
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