Archive for dicembre, 2004

…che un pò mi sfugge, cosa cè da festeggiare, in tutto questo. in tutto sto casino che cè in giro, intendo. ma comunque. esco e ci provo, via. e a tutti quelli che dovessero passare di qui, un sereno 2005. buona notte…

ho un computer a manovella. una sedia scomoda. e svariati pensieri rimasti incastrati nel cervello. non detti. non scritti. recupererò. 

mi ascolto il cuore ogni sera, sotto le coperte, e in ogni singolo momento di silenzio delle mie giornate. e c’è dentro roba che si muove.

domani torno a roma.

io parto. parto, signori, sì sì sì. valigia al seguito e busta coi regali, aspetto le 6.30 ai blocchi di partenza. mi sono vestita bene, truccata, ho preso la borsetta leggera, impacchettato tutto quello che in una settimana di sardegna mi può servire. 5 ore e mezzo e sono libera. mi catapulto in aeroporto, calcola (salvo che non riesca davvero a vedere lupin, per il quale potrei frenare la mia corsa di circa un’oretta).

sono felice.

adesso dimmi cosa mi hai fatto al cuore. dimmi perché un semplice messaggio in cui mi chiedi se riusciamo a vederci cinque minuti prima che io parta per natale mi inonda di tenerezza e di gioia. dimmi perché questa cosa è così importante, e perché basta già da sola, anche se non riuscissimo a trovare questi cinque minuti da qui a domani sera. eppure in due anni ne ho visti di silenzi. e di partenze da sola, e di tentativi andati a vuoto di darti un abbraccio veloce prima di salire su quegli aerei. ne ho visti talmente tanti che dovrei avere gli anticorpi. eppure.

eppure.

no, vabbè. allora ditelo, che vi siete messi daccordo coi miei datori di lavoro. è una cospirazione. vuol dire che per nessun motivo al mondo io questanno devo passare natale a casa? no, ditelo, se è così.

io vi annuncio sta cosa: se al 23 sera per caso stiamo ancora così, io a una certa mi faccio paracadutare direttamente in bidda. atterro dritta in terrazzo, in braccio a mia madre. flying pitzi. poi, fate come volete.

we wish you a merry christmas

allora siccome qui lo spirito natalizio stenta a farsi sentire – per questioni lavorative di vario genere, ovvio – e sì, anche se hanno messo lalberello, chissà perché stenta lo stesso – io ho adottato i miei provvedimenti. ché il mio natale lo pretendo, mi spetta e, cascasse il mondo, in un modo o nellaltro me lo prendo.

il primo dei provvedimenti non lo potete vedere perché è a casa, ma è molto bello, ve lo assicuro, e se non bastassi io potete chiedere testimonianza a tamilla (nel caso vi farò rispondere nei commenti). trattasi di albero di natale alternativo, autoprodotto, ecologico e salvaspazio. ingredienti: circa 1 kg di zerbino verde di plastica con le punchie* (anche detto pulisciscarpe), circa 20 g di pagliuzze di plastica trasparente da imballaggio, circa 4 cm di decorazione natalizia, di quelle lì pelose che mò non so come si chiamano, però insomma, sono le più diffuse, dovreste averlo capito (in mancanza di questultima, qualunque cosa vi venga in mente a fare da puntale o stella cometa fondamentalmente va bene). attrezzatura: un pennarello nero, un taglierino o bisturi (meglio questultimo), tre chiodi. preparazione: a) col pennarello nero disegnate un simpatico abete sullo zerbino – va da sé, ovviamente sul retro che è la parte liscia. se riuscite a disegnare sulle punchie poi ditemi come avete fatto. labete va benissimo anche storto, anzi più è storto più dà di alternativo. b) col bisturi o taglierino tagliate intorno alla sagoma che avete disegnato in modo da dare allo zerbino la forma del vostro abete. c) prendete dei piccoli mazzetti di pagliuzze di plastica trasparente da imballaggio, arrotolateli un pò fra le dita e poi incastrateli fra le punchie a mò di neve. tanto è semplice, sullo zerbino per definizione rimane appiccicata qualunque cosa. d) sulla cima dellabetestorto incastrate i vostri 4 cm di decorazione pelosa o il vostro puntale personalizzato. e) piantate i tre chiodi nel muro in corrispondenza di tre dei fori dello zerbino (sì, è bucherellato). f) appendete al muro il vostro abetestorto e bullatevene con gli amici dicendo che è alternativo, autoprodotto, ecologico e salvaspazio. e quindi, non si sa se è più originale o più politically-correct.

vabbè, magari qualche giorno gli faccio una foto, al mio, e ve lo faccio vedere.

il secondo provvedimento pro-spirito natalizio invece lo vedete benissimo (mi auguro), sta circa 500 pixel sopra il vostro sguardo ed è la testatina natalizia. sì, lo so, non si nota, ma io ho voluto essere low-profile come sempre, hai visto mai vi metto in agitazione, e così mi sono limitata a vestire da babbo natale il nostro amico daruma (di cui magari prima o poi vi dirò due parole più in dettaglio, chissà). la testatina natalizia vi terrà compagnia fino alla befana, come ogni decorazione che si rispetti. sempre che non prenda landazzo delle decorazioni di casa e per pigrizia rimanga lì fino a pasqua. ma chi lo può dire, ora. perciò, enjoy. e tanti auguri già da adesso, che non fanno mai male.

* piccola notazione filologica: anche punchie è una parola alternativa e autoprodotta. autoprodotta da mio fratello in tenera età, per la precisione. e lo so che in italiano non esiste, ma rende benissimo lidea.

io voglio tornare a casa. voglio prendere quel cazzo d’aereo e andarmi a riposare adesso. mi sento come se mancassi solo io – manco solo io, in effetti. come mi stessi perdendo una gran festa. con una casa calda e addobbata sospesa in alto sul paese, e un fratello che non vedo mai, e due genitori che vedo troppo poco, e tre gatti che distruggono il presepe. e una sorella, ma va bè, quella la vedo sempre. ho voglia di pranzi attorno al tavolone di cucina e di pomeriggi in giro per negozi e di sere davanti alla tv. ho voglia di fare il giro dei presepi. di chiacchiere con mamma e leggere il giornale con papà, di farmi scarrozzare in macchina da mimmo, e uscire la domenica mattina e fare colazione da cossu che ha dei cornetti alla crema che fanno paura. ho voglia di rilassarmi. avvolgermi in una coperta calda di sensazioni familiari e chiudere gli occhi per un pò.

una di quelle mattine che sai che un bagno caldo ti svolterebbe la vita. con lacqua fino al collo, la schiuma bianca soffice, e possibilmente profumo di cioccolato bianco come con le bustine che mi ha regalato mimmo per natale scorso. stare a mollo finché la pelle non si gonfia e raggrinzisce, aspettare che il collo si stiri, che i muscoli si distendano, e che dalle narici – inspira, espira, inspira, espira – esali fuori tutto il greve della settimana. ogni.singolo.pensiero.grigio.passato.di.lì.

è una di quelle mattine che un bagno non lo puoi fare per un solo, semplice ma fondamentale motivo (mancanza di vasca, cera bisogno di scriverlo?, anzi perché per natale non fate tutti una bella colletta e mi regalate una vasca da bagno?, anche senza idromassaggio, andrà bene lo stesso, grazie) ma che se solo fossi stata in sardegna, immersa nellacqua bollente ci saresti dalle 6 di stamattina, ché hai dormito a spezzoni e allora tanto vale – hai dormito a spezzoni e neanche sai perché – hai dormito a spezzoni anche se poi — ti sei svegliata bene. pensando che anche ieri, lupin ha risposto al tuo messaggio e stiamo in una serie positiva lunghissima ormai, saranno almeno una dozzina di messaggi risposti di fila. se non quasi una ventina. e tutti carinissimi. non sera mai visto, porcamiseria.

e viene quasi quasi non dico da crederci – oh, questa vecchia carcassa ormai non crede più a niente – ma da sostituire questa sensazione a un bagno caldo, quello sì. lasciarsene avvolgere piano, gustarsela ad occhi chiusi. e ad occhi chiusi immaginare che bello, se fossimo anche noi una coppia normale…

io non cancello. non ho cancellato mai niente, della mia vita, neanche le cose più brutte. elaboro tutto, piano piano, e poi lo tengo là da una parte. ho cassettiere enormi piene di brutti ricordi, e non le vuoto mai. al massimo tengo tutto chiuso. metto a tacere, spengo la luce e non ne parlo più. e dopo un pò di tempo che stanno così, i brutti ricordi non danno più fastidio. né i fallimenti, né gli errori, né le delusioni.

e forse capiterà anche con te. te che adesso mi viene il fiele, a pensarci. forse un giorno starai buono e zitto da una parte senza ricordarmi che male feroce mi fai adesso al cuore tutte le volte che inciampo nel tuo pensiero funesto – tutte le volte che penso che non è che cancellerei, darei proprio fuoco a tutto. che sarebbe da buttare post e post per evitare di rileggerli per sbaglio. escludere mp3 dalle liste, tagliare, nel cervello, una lunga serie di connessioni che mi si sono create dalla prima volta che ti ho visto. prendere tutte le macrocategorie semantiche che ti contemplano e, una per una, con pazienza certosina, aprirle trovarci dentro il tuo improbabile personaggino e levarlo da lì. e il tuo improbabile personaggino, metterlo in una cartella a parte da non aprire mai più. in quarantena. in modo da vivere meglio ogni cosa. da stare tranquilla. da non sentire ogni volta il bisogno di urlare finché ho fiato voce e cuore e rabbia per urlare.

here’s what

piove. porcamiseria. esattamente mezza giornata dopo che ho lavato il piuminocandido. anzi che non ho messo la giacca damascata, oggi. senza ombrello. mi sarebbe roso il culo a pacchi.

mi sto smangiucchiando le unghie, e non ho appresso una lima per risistemarle. mi sto smangiucchiando anche tutte le labbra, e lì non c’è proprio niente che tenga.

sta nascendo, in maniera inaspettatamente rapida e improvvisa, il curioso. a breve i dettagli. sono abbastanza entusiasta. ci sono anche almeno altre due o tre cose che devono nascere, fra non molto.

due sponsorizzazioni perché meritano – e soprattutto perché sono amichetti miei: il blog di MrVertigo, che so per certo, perché già ho sperimentato, scrivere cose belle e pregnanti; e le foto di fabio, cioè il mio amico supereroe. che io le lomo-homepages non le sopporto perché sono innavigabili però la sua, scusate, dovevo. si vede l’adriatico, in quelle foto.

lo so, è il secondo post di fila che procede per punti totalmente scollegati. quando avrò ripreso la lucidità necessaria per collegare tutto in un discorso unico, oppure quando avrò un unico argomento che valga un post appeso tutto su uno stesso filo, allora farò un fischio.

buona giornata a tutti ma proprio tutti tutti.

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