Archive for novembre, 2004
novembre 30, 2004 at 21:31 · Filed under Senza categoria
e io ho voglia di un abbraccio caldo. uno di quelli che ti restituiscono la pace. che rallentano il respiro e fanno chiudere gli occhi. ho voglia di unemozione forte. di sentirmi battere il cuore. di volere con forza, senza ripensamenti, senza dovermi guardare le spalle. senza ma, e senza se. io ho voglia di non sentirmi più rimbombare la vita dentro il cuore.
a volte. e a volte ho paura che non accadrà mai più. che se anche accadesse non sarei in grado di riconoscerlo, e di affrontarlo.
novembre 30, 2004 at 15:33 · Filed under Senza categoria
la cosa bella del vivere in questa città è che ti può capitare, di buon mattino, una bella passeggiata in piazza san pietro. arrivare da porta cavalleggeri, prendere il colonnato dal lato sud (la basilica guarda ad est. lo sapevate? lho visto adesso sul tuttocittà.), farsi largo in mezzo a una folla urlante di ragazzini in gita e in mezzo a unaltra folla silenziosa di preti e suore (sì. piazza san pietro è riserva protetta. ci sono dentro solo preti, suore, ragazzini in gita e qualche derelitto che passa lì per caso. a meno che non sia domenica); attraversare la piazza con la testa sempre voltata verso la mole spettacolare della basilica, pensare che laura di misticismo che la circonda è motivata, se si è verificato il miracolo di aver raggiunto laltro lato della piazza senza aver travolto nessuno nonostante si stesse guardando per aria; infilarsi sullaltro lato del colonnato e pensare a chissà quanta gente, quanta, ci si è riparata dalla pioggia, e a quelli che in tempo di guerra ci si rifugiavano sotto sicuri che là, gli americani non avrebbero osato bombardare. poi sgusciare via e filar giù verso piazza risorgimento un pò più di buonumore di prima.
la cosa brutta del vivere in questa città è quando queste passeggiate sono rese obbligatorie dallo sciopero dei treni che, iniziato con unabbondante mezzora danticipo rispetto a quanto annunciato (8.30 contro 9.00), ti costringe a fartela a piedi fino a piazza cavour sotto le piogge monsoniche. la mia cervicale ringrazia.
novembre 29, 2004 at 16:28 · Filed under Senza categoria
come annunciato, la soluzione. ho rinunciato al dono dell’ubiquità, insomma. ecco.
novembre 29, 2004 at 13:15 · Filed under Senza categoria
sintetizzando: chi ha scritto la sceneggiatura di questo weekend non sè proprio regolato. soprattutto per il primo tempo, cioè venerdì. ma ha denotato discreto cattivo senso dellumorismo anche per sabato. anche se complessivamente mi sono divertita. ottima compagnia, soprattutto.
in ordine rigorosamente sparso, ci sono stati: una mostra deliziosa, che consiglio a tutti quelli sensibili a mood sognanti e fumettosi; un toretta carino anche se dicono che altre volte è stato meglio; un concerto infinito di jimmy sommerville che stamattina ha fatto rosicare il mio lupin tutto rotto; salatini, taralli e ricotta infornata col limone; il diluvio universale; fumo da sotto il cofano O_O ; un vino assassino; personaggi molesti ma più improbabili che pericolosi; un ballerino che cera da andare in visibilio; caldaie esplose; un dopotoretta alla marmellata; un pirata della strada che, convinto di stare agli autoscontri o forse proprio a vallelunga su una superturismo, mi ha onorata di una bella sportellata con immediata fuga a rotta di collo; una giardinetta militare travestita da opel corsa che nonostante tutto è rimasta intatta.
la domenica è stata sonno, auchan sgomitando fra mamme isteriche e bambini urlanti, televisione, di nuovo sonno, e nientaltro.
e oggi mi sono comprata lo yogurth alla lecitina. che mia madre, appassionata di medicina naturale, sostiene essere un valido aiuto alla concentrazione. sarà. fa schifo.
novembre 26, 2004 at 18:01 · Filed under Senza categoria
ebbene, ci siamo giocati anche il bellantonio.
sì, sto parlando del grande fratello. no, non sto per parlare di gossip. sì, guardo grande fratello, perché?!?? chiariamo un paio di punti:
1) a me piace il trash. entro certi limiti, lo trovo divertente. e mi piace poterlo poi criticare a ragion veduta – un buon taglia e cuci va prima imbastito.
2) non intraprendo venerazioni di alcun tipo nei confronti di questi personaggi abbastanza piccoli, qualora laveste pensato.
3) osservo questi personaggi piccoli con la curiosità con cui osserverei dei pesci in un acquario. anzi, no, il paragone non è appropriato: dato il tono di voce, calza meglio quello con delle scimmie (urlatrici) in una gabbia.
4) e ultimo: li osservo anche per cercare di capire cosa ci vogliono dire. no, non loro, che in genere da dire hanno ben poco; cosa ci vogliono dire tramite la loro messa in scena gli autori del programma.
chiariamo meglio il punto 4. tutti gli anni, dentro sta mega-casa con piscina, viene allestito uno spettacolo. è evidente che il casting viene fatto seguendo logiche precise, variabili di anno in anno ma sempre più trasparenti. questultima edizione, ad esempio, è stata il trionfo del luogo comune. chiarisco ulteriormente: mai come questanno i concorrenti sono stati scelti per rispondere agli stereotipi più logori e abusati nel nostro paese. ovverosia, per ragioni che, confesso, mi sono oscure, il pubblico questanno doveva essere spinto a pensare, nellordine: che nelle coppie in cui lei è molto più giovane di lui, lui debba per forza essere impaccato di soldi e vagamente ottuso e lei unarrivista con una gran voglia di… spettacolo, certo; che i toscani debbano per forza essere goliardici, sboccati, un pò trucidi e svalvolati di brutto; che i calabresi vadano tutti in giro agghindati con collane di peperoncino rosso e non parlino litaliano (ringrazio dio che non abbiano preso un sardo, lavrebbero abbigliato con pelli di pecora, campanacci e gambali e sarebbe stato un incubo); che le straniere siano facili, svampite e sguaiate; che le “ciccione” debbano per forza dire di piacersi ma non fare nulla per piacere agli altri, sorridere sempre e ripetere “ho fame” ogni 5 minuti; che gli aspiranti stilisti siano tutti gay ma non lo vogliano ammettere; che gli uomini belli non siano biologicamente in grado di pronunciare un periodo di senso compiuto. più svariati altri che mò non sto ad elencare. comunque.
lultimo in ordine di tempo di questi stereotipi è culminato nelleliminazione di ieri sera e consiste in: belluomo tutto dun pezzo, innamorato della donna del mistero rimasta fuori la casa, viene insidiato da facile sciacquetta appena entrata in gioco e dopo qualche tentennamento finisce per cedere. ovviamente quando esce dichiara di essere sempre innamorato della sua bella-e-virtuosa. la quale a sua volta telefona in studio dichiarandosi disponibile a perdonare il suo giovane avventuriero perché “daltra parte quale uomo avrebbe resistito a una facile signora di città [castiglione della pescaia, peraltro. 7.244 abitanti. vabè.] che gira nuda per casa” e, detto fra le righe, gliela sbatte in faccia?
ora io chiedo lumi a voi maschietti, perché magari può essere che io abbia troppa ingenua fiducia nel genere umano e mi sbagli. ma a me risulta che siamo tutti, tutti, uomini e donne, ad eccezione di qualche caso sventurato che non prenderò in esame in questa sede, dotati di libero arbitrio e facoltà di scelta. ora per quale motivo se una donna ci prova e un uomo ci sta la donna dovrebbe passare per troia perché ci ha provato, mentre se un uomo ci prova e una donna ci sta è sempre la donna che passa per troia perché cè stata? e perché dovremmo pensare che luomo non sia in grado di “resistere”, e che sia sempre la donna a decidere tutto? come se luomo funzionasse con due sistemi operativi che vanno in conflitto fra di loro. o gira su pattaXP o su cervelloMillenniumEdition. quando avvia uno, laltro sta spento. io mi rifiuto, di pensarla così. scusate tanto. sarebbe molto più semplice, e onesto, e degno di rispetto, dire “ok. ho valutato la situazione e ho deciso che una scopata con quella lì valeva la pena”. fine. stop. oppure anche “non ho resistito, ho avuto un attimo di debolezza”. ma perché la colpa – ammesso che colpa ci sia – dovrebbe essere sempre della donna e non metà e metà? e se io fossi lei (o una qualunque donna libera che incontra un uomo impegnato), mi spiegate per quale motivo dovrei – a) aver “rispetto” di unaltra donna che non conosco e non ho mai visto solo perché ha segnato il territorio prima che passassi io; e – b) farmi carico di problemi di coscienza che competono alluomo nella scelta se tradire o meno?
basta. ecco. insultatemi pure.
novembre 24, 2004 at 14:35 · Filed under Senza categoria
ma te guarda. ma io delle volte son proprio svanita. non mi ero accorta che splinder mi aveva levato il redirect a iobloggo (sì, lo so, non era regolare… vabbè dai che gli fa!
). o meglio, me nero accorta ma mi ero detta sti cazzi. quello, veramente importante, di cui non mi ero accorta, è che avevo un sacco di commenti su splinder che ovviamente iobloggo non visualizza. avevo una marea di commenti non letti. considerazione uno: è stato fighissimo leggerli tutti insieme adesso. considerazione due: che figura di merda, quanta gente non ho cagato di pezza senza averne lintenzione? a tutti quelli a cui fosse successo, sappiatelo: non è che me la tiro. è che mi disegnano così. così rincoglionita, cioè. perdonatemi. vi voglio bene.
ora si pone il dilemma: sostituire il template di splinder con uno in cui dico che mi sono trasferita o tenere in piedi due blog paralleli che controllo tutti e due? nel primo caso, il vantaggio è che i commenti sono tutti raccolti in un solo posto, e quindi anche più interattivi fra di loro. nel secondo, faccio un favore a quelli che (come il buon cascade) per svariati motivi, di browser ad esempio, hanno problemi a navigare, e soprattutto a lasciare commenti, su iobloggo. che farò che farò? hm, mi sa che ho trovato una soluzione… presto lo saprete!
[il template lo risistemo, comunque, ché così ne va del mio buon nome.]
novembre 24, 2004 at 13:55 · Filed under Senza categoria
non so perché, ma questa notizia a me mi fa ridere. sarà perché mi riporta alla luce tutti gli stereotipi da romanzo di grazia deledda che vogliono il bandito visto come una specie di eroe popolare. sarà perché mi viene da pensare a farouk (e alle sue orecchie, diventate in tutta l’isola un trionfo di huomur nero). o sarà perché mi viene da pensare ai sa razza, e a mesinaverosardoggì…
novembre 23, 2004 at 22:09 · Filed under Senza categoria
[curioso. dovevo trovare una matita, per scrivere. ho trovato una penna e mi sono scoperta delusa.]
ci sono delle volte, quando ho avuto delle giornate particolarmente nervose, che quando esco dallufficio mi tremano le gambe, e ho i brividi giù per la schiena. brividi freddi. e allora non è aria di prendere il treno e filare dritta a casa. allora cè da fare il giro lungo, sedersi su un autobus, lasciarsi portare a spasso in superficie. da un finestrino, osservare passare, fuori, la mia città. la mia città adottiva. sperare che questo serva a decontrarre la mascella, rilassare i muscoli, vuotare il cervello. a sorridere un pò con lo sguardo.
scoprire che non basta. che non basta più. chiedersi perché. iniziare a farsi tante di quelle domande. e tanto grandi, che sembra che non ci stiano nei polmoni. che sembra che la cosa migliore sarebbe tossirle via, e non pensarci più. soltanto si potesse. e invece delle volte è una giostra impazzita, troppo veloce, dove i cavallini ti disarcionano e prendi tante di quelle pestate di culo che non capisci più niente.
perché non sono mai diventata brava, per esempio – brava davvero – in niente. per quale motivo non mi sono mai accorta che forse, forse stavo semplicemente aspettando che accadesse dal nulla, da un giorno allaltro. forse era il mio modo di essere umile. sicuramente quello sbagliato. per quale motivo non sono mai riuscita a fare tutto, tutto, tutto quello che in fondo mi proponevo di fare. perché non mi è mai bastato il tempo, né le forze, né lorganizzazione. e poi, qual è la differenza fra non aver paura ed essere incoscienti. e se può capitare di confondersi, pensare di non avere paura ed essere in realtà unincosciente. unincosciente piena di fottute orripilanti paure. e poi per quale motivo proprio quando una crede di stare più al sicuro si trova in verità con lanima esposta che tutte le volte, immancabilmente, viene ferita, stracciata, bruciacchiata e calpestata. e come ci si regola, quando la colpa non è da imputare a nessuno se non a se stessi.
facciamo così: io non voglio più questi occhi. non voglio averlo, uno sguardo curioso. (né due fossette sulla schiena, se è per quello. voglio che spariscano. ma questo è un altro discorso). non voglio avere espressioni che tradiscano che nel mio cervello, nellanima, nel cuore, sta passando qualcosa, di qualunque cosa si tratti. non voglio movimenti strani, in fondo alla gola e nella pancia e sottopelle. non voglio quellagitazione che rimane sepolta sotto unapparente, completa calma. voglio essere poca roba, e che sfoghi tutta quanta. voglio una vita ordinaria e serena, con pochi raggiungibili obiettivi, e senza più questi blue screen del pensiero, ché ne ho le palle piene. voglio vivere sorridente e ignorante e con le orecchie chiuse e gli occhi chiusi e la sensibilità a zero. e non avere più un cazzo da scrivere in questo blog.
o forse convertirlo a blog umoristico.
o forse, iniziare a straparlare di cazzate usando una marea di k e uninfinità di faccine. sì, così. (in fondo, allo stato attuale mancano solo le k e le faccine e poi ci siamo…)
novembre 22, 2004 at 16:44 · Filed under Senza categoria
quando siamo entrate nella casa elettrica, il mobilio era abbastanza scarno. essendo in realtà pensata per due persone (nel mobilio, ma non nel prezzo, ovviamente) mancavano alcuni pezzi che non esiterei a definire essenziali. così allatto del trasloco, noi tre giovani pulzelle, accompagnate dai miei genitori, siamo andate a cercare salvezza nel tempio di ogni amante della casa: likea. là abbiamo colmato le nostre lacune con lacquisto, oltre che di un pò di stoviglie che ci mancavano, anche di qualche mobile da montare. io la amo, likea. e mi esalto allidea di montare i mobili. sono carpentiere nellanimo, e ci metto lo stesso gusto che ci metto a montare le sorpresine kinder (che a proposito, ma da dove salta fuori stusanza di mettere ormai quasi soltanto pupazzetti interi??), ma moltiplicato per circa 3/400 volte. perciò, nellordine, senza laiuto di nessun montatore e senza alzare il telefono per chiamare lS.O.S. ikea:
letto a ponte “LO”. labbiamo montato io e mia sorella. tempo di montaggio: circa 2 ore, se non ricordo male.
armadio a 2 ante “ANEBODA”. labbiamo montato io e mia sorella. tempo di montaggio: circa 1 ora e mezzo, se non ricordo male. moltiplicata per due esemplari.
soluzione per pc “KRISTER”. lhanno montata mia madre e mia sorella. tempo di montaggio: non pervenuto (ma sicuramente non più di 1 ora).
ora qualcuno mi spiega per quale motivo, invece, dopo mesi e mesi di convivenza io e questo tizio qui anche abbastanza stupido ancora non riusciamo ad accordarci sul fatto (fondamentale) che le sue cicciose gambette devono rimanere incastrate al suo ciccioso sedile, e non cadere di schianto tutte le volte che lo sollevo?
novembre 22, 2004 at 11:09 · Filed under Senza categoria
non avevo sonno, ieri notte. sarà il fine settimana un pò pigro, son stata con gli occhi sbarrati fino a mezzanotte e mezza. davanti a “terra” che parlava dei musulmani poligami in italia. ho preso sonno con una nuvola grigia sospesa proprio di fronte al terzo occhio. che non è uno dei modi migliori, ecco. mi sono addormentata pensando che a volte vorrei essere gnappo. farei volentieri a cambio. che quello mangia dorme e caga, e chi lo ammazza. gli basta proprio poco. ogni tanto fa ad acchiappare qualche macchia sul muro, o si guarda i bambini dellasilo dalla finestra, o sceglie uno a caso fra i nostri 6 polsi e si diverte a massacrarlo a morsi. e quando ha voglia di coccole gli basta acciambellarsi sulla pancia di uno qualunque dei soggetti che circolano per casa, padroni o ospiti che siano non fa differenza. e potrei giurare che è felice così. ecco. a volte vorrei essere semplice e accontentabile, questo è il succo.
comunque: il buono di questi giorni è che cè in programma un viaggio. e che non vedo lora di salire su quel treno, e andare a conoscere qualcosa – e qualcuno – di nuovo. le aspettative sono alte, lumore è ok e starà molto meglio fra 2 weekend.
fra laltro: fahrenheit 9/11, visto ieri pomeriggio, lo definirei istruttivo. e direi che merita una seconda visione, per maggior chiarezza. e il fine settimana prossimo, che mi vedo? suggerite…
Next entries »