Archive for ottobre, 2003

::black out::


io non festeggio halloween. già mi sta sui coglioni carnevale, figuriamoci halloween dato che non sono né un vampiro né americana. eppure stasera sarò qui. per lennesima volta (5 serate, signore e signori, da settembre. una media di una volta ogni 10 giorni). che palle. proprio a me dovevano toccare una sorella dark e una migliore amica ex-metallara? a me che sono unanima hip-hop/revival [a seconda dei casi]? rigà ve prego. salvatemi. se passate da roma e avete a cuore le sorti di una povera donna in balia del metallo e avete voglia di compiere una buona azione, salvatemi. ribadisco: mi trovate qui. se arrivate tardi, può darsi che mi trovate già in coma etilico (ho intenzione di bere per dimenticare). in ogni caso, mi riconoscerete dallo sguardo. lo stesso di cui al 25 settembre…

yahoo di merda. [con tutto il rispetto del mondo, e massima reverenza, sempre.]

non ricevo mai niente, sulla posta che ho con yahoo. nulla di indesiderato, niente spam, niente pubblicità strane e inattese, solo posta vera. ecco perché la uso come posta “seria”, è l’indirizzo che dò agli amici e per lavoro e che poi evito di rendere troppo pubblico per altre stronzate. il che automaticamente vuol dire che quando ho qualcosa di nuovo su yahoo, ho effettivamente qualcosa da leggere. e ultimamente spesso si trattava di lupin.

ecco. da qualche giorno a questa parte, yahoo ha deciso di farmi entrare nel magico mondo delle sue stesse newsletter. ogni santa mattina un “yahoo! delivers – scopri le offerte di …”. che non è che disturbi, la cancello e bò così; ma prima, prima di scoprire che è yahoo!delivers, tutte le volte è un infarto. tutte le volte mi dico “questo è lui”. e quando vedo che non è lui mi resta l’amaro in bocca.

che poi in realtà non so neanche se la voglio o non la voglio, la sua mail, come i messaggi che non portano mai niente che vada oltre un certo punto; non so se li voglio o non li voglio ma ci penso. ci penso. e li aspetto. e forse vorrei lo stesso mittente con un altro messaggio…

a volte mi ricordo certi abbracci che mi levano il fiato. a volte certi sguardi che ancora mi confondono, anche se non li ho di fronte. a volte mi viene una voglia pazzesca di vederti, precipitarti addosso come la prima volta, far l’amore con te e stringerti forte, forte, forte. a volte porca puttana mi chiedo perché, perché, non poteva funzionare. a volte mi manchi. a volte, troppe volte, mi viene da piangere. e vaffanculo…

silenzio irreale, fuori, in certi momenti. piove. mi sono fatta il bagno solo perché non avevo voglia di aprire lombrello.


appena rientrata dalla pausa pranzo, ho in testa il fragore di uno schianto. uno schianto che non ho sentito ma che mi viene da immaginare. niente bicchieri, stavolta. lo schianto è molto più reale, ed è quello di un tapis roulant in una stazione che frequento troppo spesso.


in testa il rumore di un crollo, e mi chiedo — mi chiedo come cazzo è possibile. che certi edifici stanno su da secoli e un tapis roulant costruito due anni fa viene giù come un castello di carte. puf. giù. e tu che ci stai sopra con tutte le tue valigette, ignaro del fatto che il tuo viaggio sta per finire e non per iniziare, ci rimani sotto. bella cagata. dici, magari a saperlo prendevo le scale. ma chi se lo va a immaginare.


e mi chiedo quanti soldi. quanti soldi valesse la vita di quella povera crista che con le sue valigette cè poi rimasta sotto effettivamente. e quanti le gambe di quello che ha cercato di tirarla fuori. quanti soldi si sono magnati, i papponi di turno, facendo a cambio con sto casino.


ragazzi che schifo. per lennesima volta, che schifo.

una inizia a uscire con un ragazzo così, perché in fondo non cè motivo per non farlo e perché in fondo lui è carino quindi chissà, vediamo un pò che succede… poi può rimanere tutto così oppure può cambiare qualcosa. io sento che qui qualcosa sta cambiando. credo proprio che sia così.


mi piaci molto, lo sai? anche tu mi piaci molto, tesoro. ti ho sentito battere il cuore, laltra sera, e mi è piaciuto. mi trovo a pensarti sempre più spesso, e la scoperta strana di stamattina è che non vedo lora che sia questo weekend. per vederti. per abbracciarti. parlo di scoperta strana perché è così. perché non me laspettavo. ieri andando a letto non immaginavo che stamattina avrei avuto questimpazienza. non mi passa, il tempo. sabato mi sembra lontano anni, ancora.


questa cosa mi fa paura. tempo fa non credevo che avrei mai avuto paura del rapporto con unaltra persona, invece ora è così. ne conosco le ragioni e i meccanismi, so che sarebbe meglio lasciarsi vivere tranquilli eppure non riesco a farmela passare.


con lupin non era così. perché ho tenuto sempre la guardia alta di fronte a una persona che è sempre stata ben dentro il suo recinto, e perché qualunque cosa io facessi ho sempre saputo benissimo che lui non ne sarebbe stato investito. non avrei mai potuto fargli del male, neanche inavvertitamente. questo è un grosso scarico di responsabilità. invece qua ho tutta unaltra sensazione. il presagio di qualcosa daltro. e ne sono terrorizzata.


io non voglio mettermi dei freni. ho voglia di vivere e di vivere bene, ho voglia di godermi i momenti con te finché il tempo me li regalerà; ma mi spaventano le lacrime che a volte mi scendono quando penso alla fine di certe altre cose…


…come si fa, tesoro? come si fa?…

dubbi…


…è solo a me che le canzoni dei nickelback fanno piangere (nel vero senso della parola), o è una precisa volontà degli autori che facciano questeffetto?

…buongiorno… iniziamo bene, stamattina…

…si può scrivere banca di sassari di merda, su un blog? e maledetta a me che non ho fatto il bancoposta o qualunque altra cosa?…

domanda: come si fa, quando piove che Dio la manda e roma sclera, ad arrivare la mattina in ufficio puntuali e senza avere i pantaloni zuppi dal ginocchio in giù?


risposta: maporcavacca. direi che non cè altro da aggiungere.


poi oggi mi rode particolarmente il culo. sarà che ho dormito tipo poco, mi sono coricata alle 4.30 per finire la prova de lo specchio, e quando dormo meno di 6 ore e la mattina devo fare le corse, non è che la vita mi sorrida…


situazioni contingenti: il mio nuovo omino è carinissimo. dolce. e si vede che ha veramente voglia di vedermi, mi sembra di sentire i suoi abbracci attraverso certi messaggi che mi manda. come quando dice che sono stupenda. o quando dice “vengo lì e ti porto via con me”. un tesoro. per ora, è un vero tesoro. e stiamo a vedere come andrà avanti…


poi. un pensiero per m.. come al solito, saltato fuori al livello del linguaggio diversi giorni dopo. un tempo avrei voluto esserti accanto, quando sarebbe arrivato quel giorno. non è stato così, entrambi sappiamo perché, ma non ho mai cambiato idea al riguardo. giorni fa ho anche pensato di mandarti une-mail, per farti i complimenti. per dirti che non hai idea di quanto sia stata felice di saperlo. 110 e lode. non hai idea di quanto lo sapevo. e lo sapevi anche tu, gran rompicazzi. …quanto ti ho voluto bene… …e comunque no, tranquillo, non te la mando le-mail, è meglio così… tanto non ci crederesti…

manuale pratico di cazzeggio. ovvero: come far gocciolare via gli ultimi quaranta minuti di lavoro senza lavorare ma anche senza dare troppo nellocchio.


non ne ho proprio più voglia, per oggi sono decisamente stanca. stanca in testa. questo ufficio stagna, questo lavoro sa di muffa e le cose non cambieranno mai perché qui dentro a parte bia gli altri non capiscono un cazzo di nulla, e io ho molto poco da imparare. è importante che mi impegni in questa tentata fuga. nel fare uno specchio come si deve. lo voglio fortissimo, questaltro lavoro, e lo devo avere.


- e con questo sono gocciolati via altri quattro minuti. gli altri andranno via sfogliando foto, mi sa. e poi fuggo. verso i preparativi per la nuova casa. verso laria di fuori, che sa di piogge a sorpresa. di autunno che inizia a fare sul serio… ho sempre amato roma in questa stagione, nonostante tutto…

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